giovedì 24 maggio 2007

La famiglia in Cina...ieri e oggi



Prima...
Un tempo la maggior parte dei figli nasceva in casa, e ad assistere al parto c’era solo una donna esperta che girava nel villaggio(molti, quindi, morivano).
Le persone si sposavano ad un’età molto giovane, anche a 13 anni e, prima del matrimonio, i due sposi non si conoscevano in quanto erano i genitori, con l’aiuto di un mediatore, a trovare lo sposo o la sposa.
Era tradizione che la famiglia dello sposo pagasse quella della sposa, in soldi se era in città, in bestiame se era in campagna e nella famiglia ricca si poteva avere più mogli.
La donna doveva sempre stare in casa, non doveva uscire, né conoscere gli uomini e, per il giorno del matrimonio, si faceva una festa durante la quale la donna indossava un abito rosso.
Se il marito voleva divorziare era sufficiente che scrivesse una lettera alla moglie dicendole che la abbandonava;l’uomo aveva e ha ancora molta autorità rispetto alla donna.
Un tempo alle bambine con l’età di 9/10 anni venivano fasciati i piedi, per impedirne la crescita. Quest’operazione era molto dolorosa ma, arrivate all’adolescenza, venivano loro tolte le fasce e avevano ancora un piede piccolo. Camminando con un piede minuscolo avevano un’andatura originale, che veniva considerata bella ed elegante per una donna.

Oggi...
Adesso i bambini nascono tutti all’ospedale quindi c’é un minor pericolo di morire appena nati e le persone si sposano dai 18 a i 26 anni.
Gli sposi si conoscono molto prima del matrimonio, che non è combinato dai genitori, ma dalla coppia e non vi è più la tradizione che la famiglia dello sposo paghi la famiglia della sposa.
Le donne sono libere di uscire fuori di casa, frequentare gli uomini,indossare per il matrimonio un vestito occidentale tradizionale; inoltre il matrimonio è solo civile e, quindi, la coppia si sposa in comune.
Adesso per divorziare bisogna andare in tribunale e rivolgersi ad un giudice e la pratica arcaica della fasciatura dei piedi è quasi scomparsa.
In conclusione si può affermare che in Cina sono cambiate molte cose,come il ruolo della donna: più libera ma sempre meno potente rispetto all'uomo.

martedì 22 maggio 2007

Festività...


Festa di Primavera
La Festa di Primavera o Festa per il nuovo anno e' la piu' importante festivita' del calendario cinese. Si festeggia per le prime due settimane del nuovo anno lunare. Le case e i negozi interamente decorati, costumi, scritte, strumenti musicali a celebrare la ricorrenza, i cinesi intraprendono in questo periodo lunghi e faticosi viaggi. Le celebrazioni terminano con la Festa delle lanterne in cui le strade vengono tappezzate di lanterne multicolore, come dalla tradizione Han.

Festa di Tiancang
Si festeggia nel ventesimo giorno del primo mese lunare. La festa, dedicata a Tiancang, e' propiziatoria per i buoni raccolti dell'anno da parte dei contadini cinesi.

Festa della nascita di Guanyin
La divinita' di Guanyin, probabilmente la piu' importante della Cina, e' celebrata, maggiormente nei templi taoisti, il diciannovesimo giorno del secondo mese lunare.

Festa del 4 e 5 aprile
Il Festival Qingming e' la festa dei morti, il tempo della visita alle tombe degli antenati e delle celebrazioni dei defunti.

Festa delle barche in forma di drago
Il quinto giorno del quinto mese lunare, in giugno o luglio, le gare delle barche in forma di drago vengono organizzate per celebrare il poeta Qu Yuan. Le celebrazioni piu' famose e spettacolari avvengono a Yueyang nello Hunan e a Hong Kong. Durante la festa viene cucinato per accompagnare le celebrazioni lo zongzi.

Festa lunare
Il quindicesimo giorno dell'otavo mese del calendario lunare, settembre o ottobre, i cinesi celebrano la luna in una festa nota anche con il nome di Festa della meta' dell'autunno. E' tempo di riunioni familiari con fuochi d'artificio, lanterne e i celebri Dolci della luna, biscotti con zucchero, sesamo e nocciole consumati con l'accompagnamento di moutai. Gli stessi dolci vengono preparati in modo leggermente diverso in Hong Kong.

Festa del doppio 9
Il "9" e' il numero associato allo yang, principio dell'energia maschile. Il nono giorno del nono mese del calendario lunare vengono celebrate le qualita' associate al principio, quelle dell'assertivita' e della forza, oltre che essere il tempo della distillazione delle bevande alcoliche.

Festa di Confucio
La nascita, il 28 settembre, di Confucio e' celebrata in tutti i templi del confucianesimo. Di particolare interesse una visita a Qufu, nello Shandong, dove, nella patria di Confucio, vengono organizzate importanti ed elaborate cerimonie commemorative.

domenica 20 maggio 2007

Alle radici della terra di mezzo...Confucio


Pensatore cinese (Chuehli, Shantung 551 circa - Chufu, 479 a.C.).

Il suo vero nome era K'ung Ch'iu; dai discepoli fu chiamato K'ung Fu Tzu o "Venerato Maestro K'ung", nome che i primi missionari latinizzarono in Confutius, da cui l'italiano Confucio. Dopo aver ricoperto varie cariche, Confucio divenne ministro della giustizia del feudatario di Lu, ma non essendo i suoi consigli accettati da questi, scelse la via dell'esilio ed andò errando per tutta la Cina nell'inutile ricerca di un principe che applicasse i suoi principi etico-politici.


Tornato a Lu, fondò una scuola ed ebbe numerosi discepoli. Confucio non si atteggiò mai a fondatore di una scuola filosofica, nè volle istituire una religione nuova: andava, invece, ripetendo di voler "trasmettere e non creare, studiando ed amando le istituzioni dell'antichità". Ipotizzò un antico periodo aureo in cui saggi sovrani governavano la Cina e cercò di ristabilire tale modello mediante lo studio ed il miglioramento etico dell'individuo: il sistema filosofico-politico da lui auspicato prese il nome di confucianesimo. La tradizione gli attribuisce la redazione di alcuni dei ching o libri canonici. Numerose sono le leggende che fiorirono intorno alla sua persona, come quella creata dai taoisti che favoleggiarono di un suo ipotetico incontro con il loro caposcuola, Lao-tzu. Molti aneddoti sulla sua vita, abbastanza attendibili perché raccolti in epoca di poco successiva alla sua morte, sono compresi in uno dei libri canonici, i Lun-yu o Dialoghi. Da tale opera sappiamo come Confucio morisse convinto dell'inutilità del suo insegnamento, non avendo trovato principi disposti ad accettarne le idee e non essendosi verificati quei fatti sovranaturali che, secondo quanto dicevano gli antichi Cinesi, avrebbero dovuto precedere la scomparsa di un genio.
Ma l'influsso di Confucio, se fu di poco conto durante la vita, divenne grandissimo dopo la sua morte. Gli furono edificati templi in tutta la Cina per onorarne la memoria e per due millenni il suo pensiero rimase la materia di studio per ogni cinese che intendeva dedicarsi alla cosa pubblica. Ma all'inizio del sec. XX la critica e soprattutto i nuovi avvenimenti storici ne hanno drasticamente ridimensionato la portata, mettendo in evidenza il suo sostanziale conservatorismo e imputandogli la cristallizazione della società cinese.

venerdì 18 maggio 2007

Alle origini del blog...









"Lasciatela dormire perchè, quando si sveglierà, la Cina farà tremare il mondo".
Napoleone Bonaparte

Iniziamo il nostro viaggio in Cina...

Il Celeste e il Giallo: è affascinante notare come tali colori ritornino ciclicamente nella storia di questo paese, l'uno come simbolo della Cina ricca e cosmopolita, l'altro, invece, come simbolo delle zone d'ombra del paese.

Celeste come la tonalità distintiva dell' Impero, come il fiume cho lo percorre, come i minuscoli puntini di cielo che s'intravedono sopra Shanghai e Pechino, metropoli d'oriente, dove i maestosi grattacieli sembrano rappresentare quasi una metafora dell'ascesa che la Cina sta conoscendo; di questo colore è anche il mare che bagna le città costiere, le più floride e internazionali.

Giallo, invece, oltre che il nome dell'altro fiume principale che percorre il paese e il secondo colore della bandiera nazionale, è anche la tonalità che rappresenta al meglio il pregiudizio nei confronte di questo paese. Nel senso comune occidentale è di questa sfumatura il volto dei minuti cinesi e , dopo l'ascesa economica del paese, chi, anche solo per una volta, non è stato vittima della "paura gialla"?

Ma, in fondo, la Cina cos'è?
Non è altro che due anime in un solo involucro, come tutti i paesi in via di sviluppo (basti citare la vicina India), è il punto d'incontro di differenti modi di vivere: in essa coesistono la povertà e l'arretratezza delle zone rurali del centro e la vita dorata delle grandi e ricche metropoli costiere, dove miliardiari cinesi ed europei s'incontrano nei lussuosi hotel grattacielo; in essa si scontrano le antiche tradizioni del confucianesimo, dalle radici millenarie, e il nuovo "Western Style", importato dai media e dagli uomini d'affari.
Infine, questo è anche il paese dove il regime politico sembra aver rinchiuso la popolazione in una sorta di gabbia dorata: da un lato vi è un'apertura alle idee internazionali e , quindi, riforme e iniziative di tale stampo; dall'altro, però, l'apparente clima di benessere generale non permea tutti i ceti, sebbene ciò non sembra trasparire al di furi della Grande Muraglia.